750 km e 12.000 m di dislivello sulle tracce della prima traversata delle Alpi

Partenza: 29 agosto 2026 · 10:00 · Milano (Porta Romana) — Festa dei finisher: 3 settembre al 3 Mills

I dati principali

Data, figures, facts

What awaits you at this Supergrevet?
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Kilometres
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Metri di dislivello
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August ’26
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Pedalata

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Una pedalata gravel a lunga distanza attraverso le Alpi — grezza, impegnativa, autentica.

Milano–Monaco — la leggendaria pedalata a lunga distanza, rivissuta

 La lunga distanza Milano–Monaco riporta in vita uno dei grandi classici del ciclismo — la prima corsa ciclistica transalpina della storia (1894). Questa straordinaria traversata delle Alpi segue le tracce di quei pionieri che conquistarono le montagne con telai in acciaio, maglie di lana e una volontà incrollabile — e unisce lo spirito grezzo delle imprese di un tempo con la dinamicità dell’odierna scena gravel.

Sulle tracce dei pionieri

Chi oggi parte tra Milano e Monaco pedala sulle tracce della prima traversata transalpina del ciclismo — un’impresa che nel 1894 richiedeva più coraggio che attrezzatura. Telaio in acciaio, maglia di lana, lanterna — e una volontà di granito. «Si scivola — più che mai al sicuro nelle tracce degli pneumatici piene d’acqua piovana.» — Hirsch «Avrei preferito attraversare il Brennero una seconda volta piuttosto che gli ultimi dieci chilometri prima di Monaco.» — Gerger I resoconti di quei giorni si leggono come un’epica fatta di olio per catena e polvere. Niente pathos, niente posa — solo la cruda serietà di chi affronta il percorso. 📖 Original reports & sources: I resoconti completi dei testimoni oculari di Hirsch, Grüttner, Gerger e del dottor Speer si trovano qui. hier

Un viaggio tra due mondi

Dalla diversità culturale e dall’eleganza mediterranea di Milano all’energia urbana e allo stile di vita bavarese di Monaco, questo percorso attraversa uno dei paesaggi più suggestivi d’Europa. Su passi alpini, attraverso valli profonde e lungo antiche vie commerciali, la pedalata collega non solo due città, ma due epoche del ciclismo: gli anni eroici delle corse a lunga distanza — e l’odierno spirito di scoperta del gravel.

Tradition meets innovation

Ciò che nel 1894 era iniziato come un esperimento audace — Josef Fischer vinse la prima edizione e scrisse la storia del ciclismo — viene oggi reinterpretato come un omaggio a quell’impresa pionieristica. Il percorso moderno segue lo spirito del tracciato storico, non la sua linea esatta: su strade sterrate anziché asfalto, su antichi valichi alpini anziché autostrade, con l’accento sull’esperienza più che sulla pura velocità.

Più di una corsa

Questa lunga distanza non è un evento qualunque. È un invito a vivere la storia — non a leggerla. Nelle gambe. Nel paesaggio. Negli incontri lungo la strada.

Le informazioni principali

Surface profile
Gravel significa varietà — ed è esattamente ciò che offre la lunga distanza Milano–Monaco. Aspettati sezioni gravel veloci, tranquille strade secondarie, sentieri stretti e qualche rampa ripida su cemento o erba. La varietà è garantita, ma qui non troverai trail tecnici pieni di radici né terreni estremi — al massimo una singola radice al bordo del sentiero. Le strade principali trafficate sono sistematicamente evitate; le attraversi solo brevemente prima di rientrare subito nella bella sezione successiva.
La tua bici: requisiti dell’attrezzatura
Una bici gravel robusta ripaga sulla Milano–Monaco. Consigliamo una larghezza degli pneumatici di almeno 40 mm — gomme più larghe aggiungono comfort e ti danno più sicurezza nelle discese su fondo più grossolano. Con la pioggia alcune sezioni possono diventare fangose; con i classici semi-slick qui saresti notevolmente limitato. 40 mm leichte Untersetzung .
Getting there

Partenza a Milano

Vom Prenotare direttamente con le ÖBB Dalla stazione centrale di Milano sono pochi chilometri fino alla partenza a Porta Romana Nightjet connections treni a lunga percorrenza, autobus e servizi notturni dalla Germania, dall’Austria e dalla Svizzera circolano ogni giorno. Treno e bici sono una coppia perfetta in teoria — nella pratica spesso una piccola sfida. Prenotare direttamente con le ÖBB oder Trenitalia
  • Nightjet connections Milano offre un’ampia scelta di alloggi — da moderni design hotel a semplici ostelli o campeggi nei pressi della città. Come metropoli internazionale con una cultura ciclistica in crescita, la città è ben preparata ad accogliere chi viaggia in bici: deposito sicuro, orari di check-in flessibili e buoni collegamenti con treno, bus e metro sono lo standard in molte strutture.
  • In regional trains tra Svizzera, Austria e Italia di solito basta un biglietto bici — senza prenotazione.
  • Stazione Centrale Long-distance coaches sono anch’essi un’ottima opzione: collegano regolarmente Monaco e Milano, il trasporto della bici è spesso possibile e i prezzi restano equi anche con poco preavviso. Viaggiare di notte fa risparmiare tempo e ti porta alla partenza all’alba.
Accommodation
Milano offre un’ampia scelta di alloggi — da moderni design hotel a semplici ostelli o campeggi nei pressi della città. Come metropoli internazionale con una cultura ciclistica in crescita, la città è ben preparata ad accogliere chi viaggia in bici: deposito sicuro, orari di check-in flessibili e buoni collegamenti con treno, bus e metro sono lo standard in molte strutture. Porta Romana, Navigli oder Stazione Centrale — tutti con facile accesso alla partenza e alle ciclabili vicine. Camping Village Città di Milano un’opzione adatta: a circa otto chilometri a ovest del centro, con ampie aree per le tende, servizi ben curati e un collegamento diretto in autobus verso la città. Una soluzione semplice anche per i bikepacker con tenda o bagaglio leggero. In alternativa, nei dintorni si trovano diversi Radfahrerfreundliche Hotels – etwa in Sesto San Giovanni oder Cesano Maderno — che offrono depositi bici sicuri e aree officina. Sono ben collegati al centro con il treno regionale e offrono un ambiente più tranquillo prima della partenza. In centro, in tranquillità o sotto le stelle — a Milano c’è un alloggio per ogni preferenza, che rende la partenza della pedalata comoda e senza stress.
Dormire durante la pedalata
Questo evento è una pedalata self-supported: in ultima analisi sei responsabile del tuo cibo, del sonno e delle pause. Che tu propenda per un’amaca improvvisata o per un hotel è una tua libera scelta. Il codice delle pedalate self-supported richiede però che l’alloggio non venga prenotato in anticipo dal divano di casa, ma al più presto durante il percorso. Quindi lasciati andare alla pedalata e scopri come si sviluppa. in Austria il campeggio libero è assolutamente tabù.
Departure

Monaco e il viaggio di ritorno

e di solito limitato — quindi prenota per tempo. www.bahn.de
  • Fernbusse (z. B. FlixBus) www.sbb.ch Regional connections– via🔗 www.flixbus.de
  • Long-distance trains www.trenitalia.com www.oebb.at (SBB / DB) oder Innsbruck Reservierung erforderlich reservierungspflichtig www.nightjet.com🔗 www.bahn.de | www.oebb.at | www.sbb.ch
  • Regional connections Stazione centrale di Monaco Mailand – Verona – Brenner – InnsbruckAutobus a lunga percorrenza per Milano🔗 www.trenitalia.com | www.oebb.at
  • con i treni regionali. Di solito è più rilassante che accaparrarsi all’ultimo un posto bici su un treno a lunga percorrenza. Un giorno in più a Monaco Reservierung erforderlichBirrerie all’aperto, musei, i prati lungo l’Isar🔗 www.nightjet.com
💡 Tipp: Pianifica un po’ di tempo cuscinetto e prenota i posti bici il prima possibile. Se preferisci viaggiare in modo spontaneo, l’autobus è di solito il più flessibile.

Ritorno da Monaco

Dopo l’arrivo è tutto semplice: dall’arrivo sono pochi chilometri fino alla stazione centrale di Monaco. Monaco è il più importante nodo di trasporto della Germania meridionale — con collegamenti diretti a treni, autobus e servizi notturni internazionali. Milano–Monaco dall’arrivo sono pochi chilometri fino alla stazione centrale di Monaco. Monaco è il più importante nodo di trasporto della Germania meridionale. Partenza a fino a Milano, oppure proseguire passando per Innsbruck → Verona → Mailand con i treni regionali. Di solito è più rilassante che accaparrarsi all’ultimo un posto bici su un treno a lunga percorrenza.

Un giorno in più a Monaco

Se il tempo lo permette: fermati un giorno in più. Monaco ha tutto ciò che serve a una buona città d’arrivo — birrerie all’aperto, musei, i prati lungo l’Isar e un’atmosfera rilassata. Dopo i lunghi chilometri, è il posto perfetto per far sfumare la pedalata. Tappa 2: dalla pianura del Po al Lago di Garda e un’atmosfera rilassata. Dopo i lunghi chilometri, è il posto perfetto per far sfumare la pedalata. 🔗 www.muenchen.de segna il primo grande panorama — un breve momento di leggerezza meridionale prima che il percorso entri nella stretta

Le singole tappe del percorso

valle. Vigneti, frutteti e antiche strade di paese ti accompagnano mentre l’aria cambia sensibilmente: dal caldo sud al respiro più fresco delle Alpi. Tappa 3: Alto Adige — Bolzano e la porta dei passi copre circa 750 chilometri dalla metropoli lombarda, attraverso le Alpi, fino alla capitale bavarese. Un percorso che unisce gli opposti — il fascino mediterraneo incontra la quiete alpina, il pulsare urbano incontra la solitudine in quota.
Tappa 1: partenza — Milano
che offrono sistemazioni semplici ma autentiche. Un luogo dove respirare — prima che chiami il cuore alpino. Porta Romana — una delle antiche porte cittadine che un tempo avviavano verso nord pellegrini, mercanti e viandanti. Oggi qui batte il polso della metropoli: i caffè aprono le loro porte, i motorini sfrecciano per i vicoli stretti, il profumo di espresso e focaccia appena sfornata aleggia nell’aria. Milano — città di . Il valico dall’Italia all’Austria passa per un passo ricco di tradizione, il Klamljoch, nella regione che già nel 1894 mise alla prova i corridori a lunga distanza. La salita si snoda in lunghe curve, la roccia si fa brulla, l’aria più rarefatta. Ogni metro richiede forza e concentrazione — e ti ricompensa con ampie vedute sulle cime. In cima: silenzio, vento, forse neve. Sotto: la discesa veloce verso il Tirolo., crogiolo di eleganza e industria — è il punto di partenza ideale per questa pedalata. Il tuo viaggio comincia tra facciate rinascimentali, uno skyline moderno e una vivace vita di strada. Appena lasci i confini della città, il traffico si placa e la luce si apre. Su gravel veloce e strade secondarie pedali attraverso la Lombardische EbeneOltre Innsbruck il paesaggio si apre. Segui il fiume verso Kufstein, poi su dolci colline e boschi fino a Rosenheim. Piccole strade e tranquille carrarecce si alternano, i villaggi appaiono e svaniscono di nuovo — un pezzo di Baviera che non ostenta la sua bellezza ad alta voce, ma la rivela di sfuggita.
Tappa 2: dalla pianura del Po al Lago di Garda
La strada si fa via via più ripida, il terreno più movimentato. Passi antiche vie commerciali e piccoli ponti, e a ogni chilometro senti le montagne farsi più vicine. Il Lago di Garda segna il primo grande panorama — un breve momento di leggerezza meridionale prima che il percorso entri nella stretta valle dell’Adige. Vigneti, frutteti e antiche strade di paese ti accompagnano mentre l’aria cambia sensibilmente: dal caldo sud al respiro più fresco delle Alpi. Lago di Garda . Piccole strade e tranquille carrarecce si alternano, i villaggi appaiono e svaniscono di nuovo — un pezzo di Baviera che non ostenta la sua bellezza ad alta voce, ma la rivela di sfuggita. Etschtal Ziel in
Tappa 3: Alto Adige — Bolzano e la porta dei passi
Da Bolzano le montagne cominciano a farsi serie. Il percorso segue vecchie strade attraverso valli silenziose, oltre castelli, masi e pareti rocciose. La valle si apre, il paesaggio diventa ampio e nitido. Qui si trovano i primi rifugi e le prime locande che offrono sistemazioni semplici ma autentiche. Un luogo dove respirare — prima che chiami il cuore alpino. 3Mills. Qui finisce la distanza — ma non il movimento. Monaco è al tempo stesso nodo e uscita: perfettamente collegata per il ritorno, piena di vita per chi vuole restare.
Tappa 4: oltre le Alpi — il passo storico
Questa è la tappa regina. Il valico dall’Italia all’Austria passa per un passo ricco di tradizione, il Klamljoch, nella regione che già nel 1894 mise alla prova i corridori a lunga distanza. La salita si snoda in lunghe curve, la roccia si fa brulla, l’aria più rarefatta. Ogni metro richiede forza e concentrazione — e ti ricompensa con ampie vedute sulle cime. In cima: silenzio, vento, forse neve. Sotto: la discesa veloce verso il Tirolo.
Tappa 5: Tirolo — rifornimento nella valle dell’Inn
La discesa ti porta nella zona del Brennero, poi avanti lungo l’Inn. Il paesaggio alterna montagna e città, storia e modernità. Innsbruck è un buon punto d’appoggio logistico — con cibo, alloggio e la possibilità di riprendere fiato prima che chiami il nord.
Tappa 6: le prealpi bavaresi
Oltre Innsbruck il paesaggio si apre. Segui il fiume verso Kufstein, poi su dolci colline e boschi fino a Rosenheim. Piccole strade e tranquille carrarecce si alternano, i villaggi appaiono e svaniscono di nuovo — un pezzo di Baviera che non ostenta la sua bellezza ad alta voce, ma la rivela di sfuggita. Kufstein, poi su dolci colline e boschi fino a Rosenheim. Piccole strade e tranquille carrarecce si alternano, i villaggi appaiono e svaniscono di nuovo — un pezzo di Baviera che non ostenta la sua bellezza ad alta voce, ma la rivela di sfuggita.
Tappa 7: arrivo — Monaco
Ziel in e di solito limitato — quindi prenota per tempo. — città di birrerie all’aperto, arte e laghi cristallini, dove tradizione e modernità non sono opposti ma si incontrano nella stessa via. Dopo giorni su gravel, asfalto e passi alpini, raggiungi la capitale bavarese — stanco forse, ma appagato. Entri pedalando sui prati lungo l’Isar, oltre le torri della Frauenkirche, attraverso viali dove storia e presente si sovrappongono. Monaco ti accoglie con ospitalità aperta: una Helles fresca all’ombra dei castagni, magari un tuffo nell’Eisbach o una passeggiata nell’Englischer Garten. Il punto d’arrivo è il bike café 3Mills. Qui finisce la distanza — ma non il movimento. Monaco è al tempo stesso nodo e uscita: perfettamente collegata per il ritorno, piena di vita per chi vuole restare.
Then

Milano–Monaco: una corsa a lunga distanza che ha fatto la storia

Le condizioni erano dure: strade non asfaltate, brutto tempo e nessuna attrezzatura moderna. I partecipanti — in tutto 49 ciclisti di diverse nazioni — indossavano abiti semplici e pedalavano senza cambio, con nient’altro che pura forza muscolare e volontà incrollabile. Eppure fu proprio questa semplicità a rendere l’impresa ancora più notevole. I 1.200 metri di dislivello fino al Brennero furono una prova di resistenza immensa — e questo su biciclette che, per quanto sembrino arcaiche, presentano al tempo stesso sorprendenti somiglianze con le moderne gravel.
Oltre le Alpi

Il percorso della lunga distanza Milano–Monaco

Percorso gravel Milano–Monaco — la linea nascosta

La versione moderna della lunga distanza abbandona la vecchia via di transito e cerca la propria strada: non sul rumoroso valico trafficato, ma su un collegamento tranquillo e d’alta quota noto solo agli intenditori. Da Milano alle prealpi Dalla pianura lombarda parti pedalando su strade secondarie e sterrati. Il Lago di Garda è la prima grande porta verso le montagne — acqua scintillante, uliveti, un assaggio di ciò che verrà. Attraverso le valli fino al cuore delle Alpi Via Trento e Bolzano sali verso l’alta valle. Qui la strada si restringe, le vie perdono le loro certezze e il paesaggio comincia a metterti alla prova. Presto il percorso diventa gravel, strade forestali, a volte solo sentieri. Il valico segreto Invece di prendere il valico più ovvio, la linea conduce più addentro nell’alta montagna. La salita si fa più ripida, più solitaria, più selvaggia. Oltre i 2.000 metri attende un’insignificante sella — non un passo ufficiale, ma un valico nascosto che non trovi per caso. Qui diventa un’avventura — un pezzo di vera spedizione. Discesa nella valle successiva Sull’altro versante si apre una nuova valle. La discesa è ruvida e ripida, un misto di vecchie strade militari, tratturi e gravel. Ma presto arriva il sollievo: una valle vivace con piccoli villaggi dove l’asfalto ricompare e le gambe possono di nuovo scorrere. La linea verso Monaco Da qui la traccia conduce verso l’Inn, poi in Baviera. Su piccoli sentieri e strade tranquille punti verso l’arrivo: Monaco, dove l’energia urbana e l’ospitalità bavarese completano il viaggio alpino. Il profilo del nuovo percorso
  • Distance: approx. 750 km
  • Punto più alto: oltre 2.200 m
  • Character: wild, remote, high-alpine
  • Difficoltà: molto alta — forma fisica e spirito d’avventura indispensabili
  • Ricompensa: il silenzio e la grandiosità di un percorso che quasi nessuno conosce
Questa variante porta lo spirito del 1894 nel presente — ma invece di percorrere l’asse principale, cerca ciò che è nascosto. Chi arriva in fondo ha vissuto più di una lunga distanza: un viaggio nel lato selvaggio delle Alpi.

Miti e leggende di Milano–Monaco

Esultanza — e subito l’ombra
Am 11.–12. Juni 1894 gewinnt Josef Fischer (Monaco) vince la corsa a lunga distanza Milano–Monaco in 29:32:30. Max Reheis (Wasserburg) folgt rund 1½ Stunden più tardi. La stampa celebra la «cavalcata alpina» — ma mentre le corone d’alloro sono ancora appese, circola l’accusa più grave che si potesse muovere all’epoca: „ziehen lassen“. Lungo il percorso tra Oberaudorf – Rosenheim – Ostermünchen alcuni spettatori affermano di aver visto a rope tra i corridori; e anche shoulder pushes vengono ipotizzate.

La protesta — e uno strano «sì, ma»

Reheis presenta una protesta ufficiale. La Schiedsgericht della corsa (presieduta da Wilh. Schwaiger) bewertet am 7. Juli 1894 le dichiarazioni presentate (tra cui l’oste/il personale di servizio a Oberflintsbach, guardie di confine e cantonieri, abitanti dei villaggi). In sintesi:
  • Statements suggesting “towing” — accepted.
  • Gegenaussagen dai posti ufficiali e di Fischer Schrittmacher – ebenso anerkannt.
  • Formaler Knock-out: Reheis’ Protest late (aveva accettato il 2° premio), perciò fu rejected – Fischer bleibt Sieger.

Il duello si sposta in tribunale

La disputa degenera da entrambe le parti:
  • Fischer telegrafiert am 2. Juli il comitato sportivo di Monaco, Reheis si era fatto trainare oltre il Brennero — ohne Beweis. Davanti al tribunale distrettuale di Monaco (28 nov. 1894) Fischer ritira l’affermazione „in gutem Glauben, aber unbeweisbar“ ; settlement, Kosten geteilt. Applaus im vollen Sportsaal.
  • Reheis fa causa al Neue Münchener Tageblatt per diffamazione (aveva sostenuto la tesi di Fischer sulla base della testimonianza del battistrada e del verdetto della giuria). Sentenza: Verurteilung des verantwortlichen Redakteurs zu 150 Mark (ersatzweise 15 Tage Haft); Reheis freigesprochen e autorizzato a pubblicare la sentenza sul giornale e nella Deutschen Radfahrer-Bund (Berufung viene annunciato).

Held, Märtyrer – oder einfach „Mensch auf dem Rad“?

La leggenda vive di contraddizione: una pedalata tecnicamente e fisicamente straordinaria sul Brenner, una protesta con dutzenden Zuschaueraussagen, a jury that lets both stand — e alla fine due rivali che portano lo scontro dalla strada nelle meeting rooms . È proprio questa frattura tra eroismo e macchia che rende Milano–Monaco ancora oggi così narratively powerful

La storia di Milano–Monaco

Un’impresa pionieristica oltre le Alpi

La corsa a lunga distanza Milano–Monaco, disputata per la prima volta nel 1894, è considerata la prima grande corsa a lunga distanza transalpina e come un momento culminante della prima storia del ciclismo nel mondo di lingua tedesca. Mentre Vienna–Berlino apriva l’ampiezza delle pianure e Vienna–Trieste simboleggiava il legame tra metropoli e mare, Milano–Monaco osò il salto nell’alta montagna — oltre il passo del Brennero, dritto attraverso le Alpi.

Un’impresa di estremi

46 corridori si presentarono alla partenza a Milano. La loro meta: la capitale bavarese, a 590 chilometri di distanza. Il percorso attraversava la pianura lombarda, passava per il Lago di Garda, risaliva la valle dell’Adige e infine valicava il Brennero, prima di scendere lungo la valle dell’Inn e oltre Rosenheim fino a Monaco. Pioggia, grandine, pozze di fango e notti gelide trasformarono la pedalata in un calvario. Molti si ritirarono; solo una manciata raggiunse l’arrivo.

Il vincitore: Josef Fischer

Dopo 29 ore e 32 minuti, il corridore di Monaco Josef Fischer tagliò per primo il traguardo. Con questo — dopo la vittoria a Vienna–Berlino l’anno precedente — si incoronò definitivamente il corridore di lunga distanza più eccezionale del suo tempo. Acclamato da migliaia di persone che lo applaudivano e lo ricoprivano di premi, Fischer scrisse un altro capitolo della storia del ciclismo.

Il rivale: Max Reheis

Appena un’ora e mezza più tardi arrivò il suo eterno rivale Max Reheis da Wasserburg. Considerato un combattente instancabile, raggiunse l’arrivo nonostante problemi tecnici e le circostanze più avverse — e fu accolto a casa come un eroe. Ma presto accuse e proteste avrebbero offuscato l’impresa sportiva.

Continuazioni ed edizioni successive

Milano–Monaco non fu un’impresa isolata. Negli anni dopo il 1894 la corsa a lunga distanza fu riproposta più volte — in parte come gara ufficiale, in parte come popolare lunga distanza per amatori. Soprattutto a cavallo del secolo era considerata la prova suprema della lunga distanzaalla pari con Vienna–Berlino e Parigi–Brest–Parigi. A ogni edizione cresceva la sua forza simbolica: la traversata delle Alpi era più di una sfida sportiva, rappresentava l’ unione di nazioni e culture, l’innovazione tecnica e la determinazione di un’intera generazione a spingere sempre più in là i limiti della bicicletta. Col tempo, però, Milano–Monaco scomparve di nuovo dal calendario. L’aumento del traffico stradale e la professionalizzazione del ciclismo spostarono le grandi corse verso altri formati. Ma il ricordo rimase — come una Meilensteinda cui ancora oggi si può leggere la storia del ciclismo.

Dalla corsa in un giorno al formato a tappe

Mentre la prima edizione del 1894 fu un’epica corsa in un solo giorno, nei decenni successivi Milano–Monaco si trasformò in un classico disputato in modo irregolare. La distanza rimase di poco inferiore ai 590 chilometri, ma il formato variava: a volte una lunga distanza in un giorno, a volte una prova a tappe di più giorni.

Tra le due guerre — una sfida tra nazioni su due ruote

Negli anni ’30 il percorso assunse una nuova dimensione politica. Nel 1937 si svolse come ufficiale sfida tra nazioni tra Germania, Italia e Austria , questa volta su tre tappe. Nel 1938 e nel 1940 il percorso si svolse addirittura in senso inverso — da Monaco a Milano — ed era riservato ai soli corridori dei tre «paesi dell’Asse». La corsa rispecchiava così non solo lo spirito sportivo, ma anche l’inquietante clima politico di quegli anni.

Palmarès — i vincitori di Milano–Monaco

  • 1894 Josef Fischer (Deutschland)
  • 1910 Peter Strasser (Austria)
  • 1912 Georg Schmid (Deutschland)
  • 1937 Richard Menapace (Austria)
  • 1938 Mario De Benedetti (Italien)
  • 1939 Aldo Ronconi (Italien)
  • 1940 Doro Morigi (Italien)

Ein Mythos verblasst

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale la tradizione si spense. Dopo il 1940 Milano–Monaco non fu più disputata. Ma il ricordo di questa corsa resta vivo: come impresa pionieristica oltre le Alpi, come palcoscenico di rivalità internazionali — e come emblema di un’epoca in cui le corse ciclistiche erano al tempo stesso progetti di progresso tecnico, imprese sportive di eroismo e atti simbolici socio-politici.

Un’eredità per il ciclismo

Nonostante tutti gli scandali, Milano–Monaco segnò una svolta. Dimostrò che la bicicletta poteva conquistare persino le Alpi. La vittoria di Fischer rappresentava il progresso tecnico, i duelli con Reheis la passione e il dramma di uno sport giovane. Così Milano–Monaco resta un simbolo dell’ Pionierzeit des Radsports: un misto di impresa eroica, esperienza sportiva al limite e dramma umano, che ha riecheggiato per decenni e mantiene vivo il mito ancora oggi. *Nota sul percorso: il tracciato può subire lievi modifiche, ad es. a causa di condizioni meteo, percorribilità, chiusure di sentieri o disposizioni delle autorità. Prima della partenza tutti i partecipanti ricevono la versione definitiva del percorso come file GPX, oltre a una panoramica aggiornata nel roadbook con tutti i POI, i checkpoint e le opzioni di pernottamento. Salvo modifiche.